C’era una volta la voglia di costruire, di creare, di dare forma al pensiero.
C’era una volta il desiderio di mettersi insieme.
C’erano Valentina, Sara, Anna Paola ed il coraggio di chi ha saputo credere che “Aiutami a fare da solo” fosse sempre possibile.
C’erano  loro e poi tanti altri che ci sono ancora.
C’erano le ispirazioni delle persone che più di tutti guidano l’essere ed il fare educativo rendendo concreta la propria teoria pedagogica: Don Milani, John Dewey, Loris Malaguzzi, Maria Montessori ad esempio.
C’era poi il bisogno di porte aperte, idee nuove e luminose, cambi di prospettiva, punti di vista diversi, parole buone e sogni per tutti.
C’era l’esigenza di dare sostanza al pensiero di una didattica alternativa, emozionale ed inclusiva.
C’era poi la scelta di un nome: Ohana, che in Hawaiano significa Famiglia.
E la Famiglia è lo spazio in cui il valore è dato dalle storie che si raccontano, dalle persone che si amano, dai ricordi che ci appartengono. E’ lo spazio in cui tra l’oggi ed il domani tutto prende forma.
Era il 14 Gennaio 2016 ed Ohana, da un pensiero, si trasforma in un’Associazione di Promozione Sociale. L’obiettivo? Promuovere percorsi educativi e formativi rivolti a grandi e piccini.
Ci vuole tempo e pazienza per coltivare i grandi sogni ma insieme, tutto rimane possibile.
Sono stati anni intensi, pieni di tutto: consapevolezza, nuovi progetti, paure,
interrogativi, relazioni meravigliose, traslochi e nuove case. E poi ancora, collaborazioni, appuntamenti, incontri inaspettati, sogni, speranze, bambini, ragazzi ed i loro genitori.
Tra le cose che continuano a stupirci c’è quel momento in cui, ogni volta, sentiamo forte il bisogno di metterci in Cerchio. Ed è lì, nel cerchio, che arrivano le parole, le emozioni, la spontaneità dei pensieri che si liberano. Ed è lì che l’ascolto genera esattamente questo: l’incontro. E l’incontro non conosce argini, limiti, giudizi. Ed è vero che “l’unione fa la forza” solo quando ci si allea, ci si confronta e ci si riconosce nei significati importanti della nostre storie.
Perché, si sa, il gruppo funziona per il cuore esattamente come funziona l’amore.
Dino, 10 anni, ci dice che “Non esiste posto migliore di Ohana, per lui”. Ecco, ci sono emozioni che non si riescono più a raccontare da grandi.
Ma per fortuna ci sono i bambini che sanno fare sintesi, recuperando il senso delle parole semplici ed imperfette.
Ed è proprio la tenerezza, dirompente e speciale, a ricordarci che stiamo percorrendo insieme la giusta strada, quella del prendersi cura di qualcosa di bello, difficile e potente che fino a ieri non ci aspettavamo.




C’era una volta…